“Sequenza per un corpo senz’organi” (per Antonin Artaud). Estratti da “L’inestinguibile lucore dell’ombra” (Samiszdat, Parma, 2009)

CRITICA IMPURA

loc milano baratto vv3

Di ENZO CAMPI

Sequenza per un corpo senz’organi

(per Antonin Artaud)

Volete una storia

che abbia del volo e della caduta?

L’avete, è la mia!

Un asino che raglia

all’infinito,

un pavone

che esplode

il suo verso lancinante

in eterno,

un coyote denutrito

che ulula

il suo pianto alla luna,

un serpente

strozzato a morte

dalle sue stesse spire.

No!

Non è questa la storia che volevate.

No!

Non è certo una storia rassicurante.

Nel braccio destro

sono mio figlio,

nella caviglia sinistra

sono mio padre

e nel costato

sono io

o quello che gli altri

pensano di poter riconoscere

di me stesso.

No!

Non è questa la strada giusta.

Vedo mille abissi

aprirsi

davanti ai miei piedi,

vedo mille baratri

in cui ascendere

e consegnare

le ultime forze rimaste

a quello stregone purulento

che s’illude

di essere

il signore della tenebra,

quell’infimo sciamano

che mi trova

così buono…

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