Sonia Lambertini – Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni. Nota critica di Giacomo Cerrai

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L’abitante tipo di questo terrain vague, di questa pre-morte fredda, avrebbe potuto essere (o almeno Lambertini avrebbe voluto che fosse, ci aveva pensato) lo Strauch di Gelo di Thomas Bernhard, citato in una purtroppo troppo breve sezione del libro (Frammenti per Strauch), composta da un “prologo” e sette testi di pochi versi, sintetici e tuttavia molto interessanti. Morte o assenza, dunque, cioè un’altra condizione nella quale la comunicazione è o con un’ombra o senza senso (proprio inteso come direzione verso cui orientarsi). Le ombre possono essere “vecchi figuranti” le cui ossa però molto materialmente scrocchiano, come in una Totentanz barocchetta, una danza macabra che si reitera ogni volta in cui il mondo materiale si specchia con il nulla a venire, perdendo miseramente il confronto; o quelle in cui comunque, come dice Fresa, “si inciampa” ogni giorno, i dubbi, le inquietudini, il “gioco delle parti”. […] Giacomo Cerrai.

 

Copertina1_Lambertini-page-001

http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/840-Sonia-Lambertini-Danzeranno-gli-insetti.html

http://www.marcosayaedizioni.com

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