Giovanni Campi – abbecedarj paralleli

giov

 

“morte di pyramo et tisbe”**

cosí comincj la parola a dirsi
sussurro – síbilo che son risuoni
e d’eco quasi a sfarsi, l’osso, doni
percorso, o lame, labia a labia a sdirsi

accenni e ‘ tocchi: quali tocchi? ‘ tirsi
dionísj forse? e forse no: frastuoni
appenappena matti que’ mattoni
di fesfessure, ‘l fuoco, riferirsi

‘n difetto di: comune nel fuggirsi
segreto ‘l luogo, voto, l’abbandoni
d’i tempi & modi, ‘l verbo: conj ‘n coni

ne cerchi o ‘n cerchj – men la menti partirsi
da dove gir girando fin a dove,
l’ununicurna, strappi l’altraltrove

*Píramo e Tisbe: Ovidio, Metamorfosi IV

Giovanni Campi – abbecedarj paralleli. Pubblicato da www.LaRecherche.it in collaborazione con Versante Ripido e Edizionifolli.

 

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