INTERVISTE: Marina Pizzi

DISGRAFIE - a cura di Antonio Bux

marina_pizzi-di-dino-ignani
1) Cara Marina, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Iniziamo: in una conversazione privata, una volta mi hai detto di ricordare la data esatta e il momento in cui scrivesti la tua prima poesia. C’è un significato che vuoi segnalare rispetto a quel particolare evento? Puoi parlarcene?
 
MP: Scrissi la prima poesia il 22 Febbraio del 1978 per un’esercitazione universitaria. Avevo quasi 23 anni. Non mi riuscì di rispondere in tempo e il professore minacciò di buttarmi fuori dal seminario. Mi decisi: la poesia, anzi il sonetto, portava il titolo: “Rabbia”, ma l’ho perduto/a. Il titolo fu un accenno al futuro del mio scrivere versi. Ho contraddetto alla famosa affermazione di Benedetto Croce. A scuola andavo bene in italiano, ma tutto lì. A parte un incidente di percorso per me traumatico: alle medie la professoressa d’italiano mi chiamò a leggere alla classe: per l’emozione invece…

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