Pubblicazioni on line

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Questionario di poesia

(53)

Sonia Lambertini

A cura di Mario Fresa

http://edizionilarcafelice.blogspot.com/2015/03/mario-fresa-questionario-di-poesia-54.html

http://edizionilarcafelice.blogspot.com/

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Nazione Indiana

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L’estate irrompe, troppa luce, il sole d’agosto vuole espansione – non ce l’ho – contrario di riduzione, contrazione. Spiaggia spritz splatter story, bordo piscina e tu sei la star, spalle dritte petto in fuori e tanti saluti da silicon Valley. […]

Sonia Lambertini

http://www.nazioneindiana.com/2014/02/02/prose-rimate-inedite/

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Certains jours
ne naissent pas
pour sentir mal,
c’est ça qui me tourne en tête
quand tu me pries de te faire
être au monde
tandis que j’essaye
de me sentir moins seule.

Sonia Lambertini. Traduzione in francese di Silvia Guzzi.

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Certi giorni
non nascono
per sentire male,
questo mi gira in testa
quando mi preghi
di farti stare al mondo
mentre io cerco
di sentirmi meno sola.

Sonia Lambertini

http://www.traductions.it/?page_id=1696

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Inediti – Critica Impura

Vorrei dire
a tutti gli umani
con l’aria importante,
il luccichio nell’occhio
e nei denti in fila, bianchissimi,
con la 24 ore full optional
compreso il pulsante per l’autodistruzione
in caso di occhiata prolungata

che

l’aria sotto terra non c’è
tantomeno gli aggettivi,
i denti si sa, si perdono
e mal che vada la protesi
viene smarrita dalle pompe funebri
e per quel che riguarda l’autodistruzione
è già cominciata e dura in eterno,
bussa silenziosa a tutte le porte.

Sonia Lambertini

https://criticaimpura.wordpress.com/2014/10/23/quattro-poesie-inedite-di-sonia-lambertini/

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Inediti – Alessandro Canzian

Il maledetto vizio
della Cura.

La donna che c’è in me

non lo perde e liscia il pelo
si riempie la bocca
quasi a soffocare.

La donna che c’è in me

la vorrei fuori, un passo avanti
una spinta
ed ecco fatto.

Sonia Lambertini

https://alessandrocanzian.wordpress.com/2013/09/08/poesie-sonia-lambertini/

Sonia Lambertini, Inediti

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Inediti – Zona di disagio di Nicola Vacca

Ritorno in te
madre,
prendimi ancora
e non stancarti,
potrei mentire
e dire che stai bene
per fingere la tua forza.

Sonia Lambertini

https://zonadidisagio.wordpress.com/2015/01/04/la-poesia-di-sonia-lambertini/

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Inediti – Poetarum Silva

Credo nella carne
e nell’incontro,
d’ossa allo sfregamento
rumore secco
al legame, chimico

Esiste il baratro

e lì ci affacciamo
stretti, un po’ alla terra
su cui ci amiamo
e un po’ alle natiche
ai seni
ché l’importante è sentire.

Sonia Lambertini

http://poetarumsilva.com/2013/09/06/sonia-lambertini-inediti/

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In viaggio – Poetarum Silva

Costretta
al regno oscuro
dell’ombra
io sono natura matrigna
e ventre bianco, marmo
accidente, monologo.

Sonia Lambertini

Zum dunklen Kônigreich
des Schattens
gezwungen

bin ich stiefmütterliche Natur
und weißer Bauch, Marmor
Zufall, Monolog.

Traduzione di Anna Maria Curci

http://poetarumsilva.com/2014/11/22/sonia-lambertini-in-viaggio-unter

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Nazione Indiana

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Fotografia di Silvana Giordano

Parkinson

Parkinson. Non è una città né una strada. È un luogo in cui si accende la scossa. Attraversa veloce il corpo, scuote anche il cuore. Trema anche quando non è una lepre. Non è un bosco per animali selvatici. I lamponi sono spariti e il rosso intenso è lavatura di carne. Una notte li ho cercati. Ho smarrito il sentiero e il loro profumo. Le gambe erano inquiete. Mi ordinavano di camminare e non fermarmi. Nemmeno davanti alla lepre che mangiava i lamponi sono potuta restare con il mio stupore. Un tempo mi guidava, era trasparente e ora lui l’ha inghiottito. Parkinson. È una terra desolata, un cimitero di cellule morte. Ognuna è stesa senza lapide, rigida e bruciata dal sole battente. […]

Sonia Lambertini

http://www.nazioneindiana.com/2015/10/01/parkinson/

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Fotografia – Gina Pane in my mind©Dana de Luca

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J’ai perdu le fil que j’ai caché en poche
tout est devenu froid et vertical comme les bêtes pendues à l’abattoir

leur cœur n’est pas différent du mien, c’est une goutte qui tombe vers le bas

on m’avait dit de ne pas voyager seule, de ne pas confondre les saisons et les fleurs
de serrer trois fois les nœuds presqu’à les suffoquer

dis-le-moi encore jusqu’à la mort

ils ont tous déserté mon ventre, la nourriture que tu m’as donnée par la bouche
le fait ressembler à une petite gorge d’oiseau

la nuit fait un drôle de cri que moi-même je ne connais pas

père, assieds-toi devant moi, touche mes pieds avec les genoux
sur le ventre je caresse ta tête, dans la poitrine tu as l’utérus que je t’ai donné.

Sonia Lambertini. Traduzione in francese di Silvia Guzzi

Taglio il letto a metà con il mio metro sottile da sarta
e senza fare rumore sul fianco sinistro divento
una zeta nera minuscola, un incastro mancato
io, che cerco sempre quello perfetto
conto gli animali e i piccoli insetti
cado nelle loro tane nere
centimetri di terra secca e minuscole ossa
gocce da bere nel mio sacco per l’inverno
io, che non posso vivere senza numeri
allungo la mano nell’idea che tutto è vicino
riempio il vuoto del mio fianco sinistro.

Sonia Lambertini

http://www.lestroverso.it/il-metro-sottile/

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FLASHES E DEDICHE

UN CALVO INVERNO, inediti di Sonia Lambertini

La correlazione tra i colori presenti, citati, richiamati e l’inverno calvo è il fulcro dei versi della Lambertini. L’idea della pennellata ricorre e si rincorre. L’osservazione di ciò che è fuori e di ciò che non è più dentro ma paradossalmente presente. La scala cromatica si arricchisce attingendo da un arcaismo polisemico; libella-livella-libellula, ma anche lo stesso “libello” potrebbe essere un forte richiamo cognitivo. Qui scorre tutto senza ali ma con un tragitto spaziale ben definito dal sapore acre e non definitivo. Piano dei colori, piano di volo, piano della rimembranza accennata ecco il flash, decisamente interessante, della Lambertini.

*

Quando nulla ti è dovuto e non sai come
conosci il cerchio nero che ti assedia chiedi
quale strano progetto ha preso i tuoi occhi
per riempirli di colore giallo ocra e rosso

senti il passo della libella lo sfregare delle antenne
la resa in volo desiderio del maschio sul filo d’erba
e l’aria che sposta la curva il segmento che unisce
trovarsi dal nulla negli occhi del nostro calvo inverno.

*

Ascolta padre gli occhi negli occhi del padre
non puoi sbagliare le parole verranno semplici
i piedi bianchi e nudi leggeri alla tua bocca
con petali parola bianchi che usciranno
dalla tua bocca padre, si poseranno sui miei occhi
rosso stanco, sporcali di giallo ocra e il verde
della libella sul filo d’erba si guarda nell’acqua
gioca nei cerchi scolorano i tuoi occhi.

*

Sento il tempo e la testa nel ritmo il tamburo
i colpi nel muro e il fosso l’ora in cui mi arruolo

non ho nastrini sulla divisa sia chiaro

una linea di gambe e braccia senza radici per stare
avvolti le foglie del calvo inverno cerchiamo

(sotto la coltre di terra, stesi)

Giulio Maffii

https://sonialambertini.wordpress.com/2016/01/28/flashes-e-dediche-a-cura-di-giulio-maffii-3-un-calvo-inverno-inediti-di-sonia-lambertini/

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Brindo alla contraddizione
alla scelta sbagliata, all’incoerenza
al mio sguardo smarrito
seduto al banco dell’assurdo
mentre vomiti l’ennesima lezione
di sicurezza della vita
e solo dio sa la paura
che mi fanno quelli come te
che non si perdono mai
tra le parole, per strada
negli occhi di un altro,
il bisturi è affilato
i tuoi morti sono in aula
silenziosi, io
cerco solo meraviglia.

Sonia Lambertini

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni, Milano, 2016

https://poesiedomani.wordpress.com/2016/03/08/brindo-alla-contraddizione/

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DANZERANNO GLI INSETTI

(textes choisis)

Quando nulla ti è dovuto e non sai come
conosci il cerchio nero che ti assedia chiedi
quale strano progetto ha preso i tuoi occhi
per riempirli di colore giallo ocra e rosso

senti il passo della libella lo sfregare delle antenne
la resa in volo desiderio del maschio sul filo d’erba
e l’aria che sposta la curva il segmento che unisce
trovarsi dal nulla negli occhi del nostro calvo inverno.

son

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni, Milano, 2016, pp. 40-41-42.

Quand rien ne t’est dû et tu ne sais comment
tu connais le cercle noir qui te hante tu demandes
quel étrange projet a pris tes yeux
pour les emplir de couleur jaune ocre et rouge

tu sens le souffle de la libelle le frottement des antennes
la chute en vol désir du mâle sur le fil d’herbe
et l’air qui déplace la courbe le segment qui unit
passer de rien aux yeux de notre hiver chauve

Traduit de l’italien par Silvia Guzzi

http://terresdefemmes.blogs.com/mon_weblog/2016/04/sonia-lambertini-danzeranno-gli-insetti-textes-choisis.html

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La paura del cervo

O morte io son quel cervo | che divorano i cani | La morte eiacula sangue. [1]

senza la paura non so chi sono
gioco in punta di piedi sul bordo
padre madre, tu che sei
una punizione severa
– lo dice anche Bataille –
la bambina cade dalle tue mani
sente male, è il gioco [2]

Immagina. Sei al centro del bosco, ferma. Immobile. Immagina, il sole cala e scende la tenda nera. Sei sola, la terra è secca, i fiori sono appassiti e hai sete. Non in quella posizione, no! Devi tremare appena. Guardati, stai a testa alta e quel collo che cerchi di allungare! Chi ha paura non sta a testa alta e il collo, ecco il collo scivola nel torace, scende giù, lento, un boccone mal digerito. Un serpente. Lo sai, ognuno di noi dentro ha un serpente: qual è il tuo? Qual è il suo colore e il suo nome, Paura? […]

Sonia Lambertini

[1] Georges Bataille, Il marciapiede di Danaide, in Poesie erotiche, Torino, Nautilus, 1990.

[2] Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Milano, Marco Saya Edizioni, 2016.

http://www.crapula.it/la-paura-del-cervo/

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POETARUM SILVA

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni, 2016 – Nota critica di Anna Maria Curci

 

Recentemente, Claudio Magris è tornato a percorrere la linea della vanitas, canto della caducità, che non vede, a ragione, limitata alla letteratura barocca europea e di cui individua motivi ricorrenti e variazioni nella poesia italiana dell’Ottocento e del Novecento. Danzeranno gli insetti di Sonia Lambertini si inserisce con la forza e l’autenticità della meditazione, non meno sofferta perché quotidiana, in questa linea. Chiama a sé, subito, due voci che la caducità hanno modulato lungo tutto il corso della loro scrittura. Sono le voci di Thomas Bernhard e di Ingeborg Bachmann. Di Bernhard è riportato in epigrafe il passo conclusivo di So che nei cespugli ci sono le anime, dalla raccolta Alla terra e all’inferno («So che i morti/ sono gli alberi e i venti,/ il muschio e la notte/ che le sue ombre/ posa sul mio tumulo»), di Ingeborg Bachmann un brano dal Libro del deserto (ma leggo in controluce anche il XV dai Canti lungo la fuga dalla raccolta Invocazione all’Orsa Maggiore: «Ha un trionfo l’amore e la morte ne ha uno,/ il tempo e il tempo dopo./ Noi non ne abbiamo alcuno.»). […]

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti

30 giugno 2016

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TETRALOGIA DEL PADRE – SONIA LAMBERTINI – RIVERSOPOESIA

[Da poco uscito, ci è subito piaciuto: Danzeranno gli insetti (Marco Saya, Milano 2016) di Sonia Lambertini è un libro di grande impatto e spietata esattezza. Siamo sicuri che conquisterà anche voi. Ne pubblichiamo infatti degli estratti] 13 luglio 2016.

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Quando nulla ti è dovuto e non sai come
conosci il cerchio nero che ti assedia chiedi
quale strano progetto ha preso i tuoi occhi
per riempirli di colore giallo ocra e rosso

senti il passo della libella lo sfregare delle antenne
la resa in volo desiderio del maschio sul filo d’erba
e l’aria che sposta la curva il segmento che unisce
trovarsi dal nulla negli occhi del nostro calvo inverno.

Sonia Lambertini

Tetralogia del padre – Sonia Lambertini

Danzeranno

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni, Milano, 2016.

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Ci sono giorni
in cui le madri
tornano nei gusci
e noi fuori
con i becchi spalancati
e quella fame
che non muore mai.

*

Ci sono madri
dai mantelli neri
che ci guardano, corvine
pronte a rapire uno sguardo
da venerare come un dio
nascoste ai nostri occhi.

*

Ci sono nidi fragili
basta un po’ di vento
e una madre che si appoggia
nera, corvina e affamata
e noi cadiamo
poi ci rialziamo, sì
deformi, con le pieghe
che non raddrizzi più.
.

Sonia Lambertini – La clessidra – Semestrale di cultura letteraria, Anno 2015. Joker Edizioni.
antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/…/rivista-la-clessidr…

/
le_parole_viventi_di_mario_fresa
In copertina: La liberazione di Arsinoe (1560) di Jacopo Tintoretto.

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